Rubrica 03Valore DonnaLe donne che stanno riscrivendo il futuro della scienza
Le donne nella scienza stanno contribuendo alle grandi sfide del nostro tempo. Dalla medicina all'ambiente, il talento femminile è una risorsa per il futuro della ricerca.

Tempo di lettura: 3 minuti
Dietro una scoperta scientifica c'è quasi sempre una domanda: perché accade qualcosa? Come possiamo comprenderla? E soprattutto, come possiamo trasformare quella conoscenza in qualcosa di utile per la società?
A queste domande, ogni giorno, cercano risposta migliaia di ricercatrici in tutto il mondo.
Le donne sono ormai protagoniste della ricerca scientifica, dalla medicina alle scienze ambientali, dalla fisica alla tecnologia. Eppure il loro percorso verso una piena presenza nel mondo della ricerca non è ancora concluso.
Secondo UNESCO, oggi una persona su tre tra i ricercatori scientifici nel mondo è una donna. La percentuale, inoltre, tende a diminuire man mano che si sale nei livelli più alti delle gerarchie accademiche e scientifiche.
Il dato racconta una difficoltà, ma anche un'enorme opportunità.
La scienza ha bisogno di tutti i talenti
La presenza delle donne nella ricerca non riguarda soltanto il principio della parità.
Riguarda la qualità stessa della conoscenza.
UNESCO sottolinea infatti che la riduzione del divario di genere nella scienza può migliorare la qualità, la rilevanza e l'impatto della ricerca, della tecnologia e dell'innovazione.
Una comunità scientifica nella quale convivono esperienze e punti di vista differenti può affrontare i problemi da prospettive più ampie.
Questo diventa particolarmente importante di fronte alle grandi sfide contemporanee: cambiamento climatico, nuove malattie, sicurezza alimentare, sostenibilità, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale.
La scienza non può permettersi di perdere una parte del proprio talento.
Dalla ricerca alla vita delle persone
Il valore delle donne nella scienza si vede soprattutto nei risultati concreti.
Nel 2026 i premi internazionali L'Oréal-UNESCO For Women in Science hanno riconosciuto cinque ricercatrici per il loro contributo alle scienze della vita e ambientali. Le loro ricerche affrontano temi che vanno dall'ingegneria dei tessuti alla genomica, dall'innovazione agricola all'alimentazione e alla salute mentale.
Sono esempi significativi perché dimostrano che la ricerca non vive separata dalla società.
Le cinque vincitrici internazionali del premio L'Oréal-UNESCO For Women in Science 2026 per le scienze della vita e ambientali sono:
- Gordana Vunjak-Novakovic (America del Nord, Columbia University, USA), ingegneria dei tessuti e bioingegneria. È stata premiata per le sue ricerche pionieristiche nella medicina rigenerativa, nell'ingegneria dei tessuti umani e nello sviluppo di sistemi "organ-on-a-chip" per rigenerare la funzione degli organi.
- Sarah A. Teichmann. Genomica e biologia cellulare. È conosciuta per il suo lavoro che unisce genomica e biologia computazionale per mappare e capire il corpo umano a livello di singola cellula.
- Raquel Lia Chan (America Latina e Caraibi, CONICET / Università Nazionale del Litorale, Argentina). Innovazione agricola e biotecnologie vegetali. Premiato il suo lavoro per aver scoperto i meccanismi genetici che danno tolleranza allo stress idrico. Questo ha permesso di sviluppare varietà di grano, mais, riso e soia che resistono alla siccità.
- Felice Jacka. Alimentazione e salute mentale, pioniera nel campo della psichiatria nutrizionale. Ha ricevuto premi per aver mostrato l'impatto diretto della dieta e della nutrizione sulla salute del cervello e sulla prevenzione dei disturbi mentali.
- Liesl Zühlke. Cardiologia e salute infantile. È nota per le sue ricerche che cercano di migliorare l'assistenza e il trattamento delle cardiopatie nei bambini, in particolare la cardiopatia reumatica tra le popolazioni più vulnerabili.
Dunque, una scoperta scientifica può significare una terapia più efficace, una nuova soluzione per proteggere l'ambiente, una migliore comprensione di una malattia o una tecnologia capace di migliorare la vita quotidiana.
Dietro ogni risultato c'è una persona che ha dedicato anni allo studio e alla ricerca.
Il futuro comincia dalle ragazze
Per aumentare la presenza femminile nella scienza non basta intervenire quando una donna è già diventata ricercatrice.
Bisogna cominciare molto prima.
Una bambina che si appassiona alla matematica, osserva le stelle, costruisce un piccolo esperimento o vuole capire come funziona un computer deve poter vedere nella scienza una possibilità concreta per il proprio futuro.
Per questo UNESCO continua a promuovere programmi rivolti alle ragazze e alle giovani donne, con l'obiettivo di favorire la loro partecipazione alle discipline STEM: scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
La presenza di modelli femminili è particolarmente importante.
Vedere una donna alla guida di un laboratorio, impegnata nella ricerca o premiata per una scoperta permette alle nuove generazioni di comprendere che quel percorso è possibile.
Non solo premi, ma opportunità
Riconoscere le grandi scienziate è importante, ma non è sufficiente.
Servono percorsi di studio accessibili, finanziamenti, opportunità professionali, ambienti di lavoro rispettosi e possibilità concrete di crescita.
UNESCO evidenzia che il divario femminile nella scienza persiste soprattutto nelle posizioni più alte della carriera scientifica.
Per questo il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto aumentare il numero delle donne che entrano nella ricerca.
Dovremmo fare in modo che possano rimanere, crescere e guidare.
Una giovane ricercatrice deve poter diventare responsabile di un laboratorio, docente, direttrice di un centro di ricerca, inventrice o imprenditrice senza che il genere rappresenti un limite alle sue possibilità.
Una scoperta che appartiene a tutti
La scienza non conosce confini di genere.
Una scoperta fatta da una donna non è una scoperta "femminile": è una conquista dell'umanità.
È proprio questo il messaggio più importante da trasmettere alle nuove generazioni.
Le donne non devono essere incoraggiate a entrare nella scienza perché la scienza ha bisogno di "quote" di talento femminile.
Devono poterlo fare perché il loro talento appartiene a loro e nessuno dovrebbe impedire che possa esprimersi.
Quando una ragazza sceglie la ricerca, quando una scienziata porta avanti un progetto difficile o quando una ricercatrice apre una nuova strada, non sta semplicemente costruendo la propria carriera.
Sta contribuendo ad ampliare ciò che l'umanità sa e ciò che l'umanità può fare!

Le Rondini
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