Rubrica 03Valore DonnaIl lungo volo verso la libertà: la storia delle donne e il diritto di voto
“Non siamo qui per violare la legge. Siamo qui per fare la legge.” — Emmeline Pankhurst

Il volo della consapevolezza
Ogni volta che mettiamo una croce su una scheda elettorale, facciamo un gesto che oggi ci sembra normale o addirittura ovvio. Ma dietro quel semplice segno di matita c’è una delle battaglie sociali più importanti e sentite della storia moderna. Per secoli, le donne sono rimaste fuori dalla vita politica, viste come incapaci di capire o di scegliere per il futuro della società.
Noi di Le Rondini abbiamo sempre creduto nella libertà, nell’emancipazione e nella forza delle idee che sanno andare oltre i pregiudizi. Vogliamo ripercorrere le tappe di questo percorso straordinario. Racconteremo la storia del movimento femminista e della conquista del diritto di voto.
Le origini del movimento: dalle suffragette al primo grido di libertà
La strada verso il voto alle donne inizia molto tempo fa. Tuttavia, conosce la sua prima grande spinta tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
In Gran Bretagna e negli Stati Uniti nacque il movimento delle Suffragette. Guidate da figure carismatiche e coraggiose come Emmeline Pankhurst, queste donne capirono che le buone maniere non bastavano più. Per scalzare secoli di patriarcato, serviva altro. Lo slogan era chiaro. “Deeds, not words” (Fatti, non parole).
“Non siamo qui per violare la legge. Siamo qui per fare la legge.” — Emmeline Pankhurst
Le suffragette marciarono. Protestarono. Furono arrestate, fecero scioperi della fame e subirono violenze. Tutto questo per difendere un concetto semplice: nessuna società può dirsi democratica se metà della sua popolazione non ha voce.
La Nuova Zelanda fu il primo paese al mondo a dare il diritto di voto politico alle donne nel 1893. Altri paesi seguirono negli anni dopo. Tuttavia, in gran parte dell’Europa, il percorso sarebbe stato ancora lungo e difficile.
Il Novecento e le grandi guerre: le donne al centro della società
Con lo scoppio della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, il ruolo delle donne cambiò in modo profondo. Mentre gli uomini combattevano al fronte, le donne tenevano in piedi le nazioni. Lavoravano nelle fabbriche, guidavano i mezzi di trasporto, coltivavano i campi e si prendevano cura dei feriti.
Non solo. Durante i periodi di occupazione e dittatura, molte di loro scelsero la via della Resistenza. Diventarono staffette, combattenti e organizzatrici clandestine. Non si poteva più continuare a negare loro il riconoscimento civico e politico. Avevano dimostrato con i fatti di essere cittadine a pieno titolo.
L’Italia e il 1946: il giorno in cui nacque la Repubblica
In Italia, le persone ottennero il diritto di voto dopo molte difficoltà. Durante la Resistenza si formarono i Gruppi di Difesa della Donna. Questi gruppi univano donne di ogni classe sociale e politica. Lottavano contro il nazi-fascismo e chiedevano pari diritti.
La data storica arrivò infine il 1° febbraio 1945 con il decreto legge che riconosceva il voto alle donne. Ma fu la primavera del 1946 a rendere ufficiale questo diritto.
- 10 marzo 1946: Le donne votarono per la prima volta nelle elezioni locali.
- 2 giugno 1946: Nel famoso Referendum istituzionale (Monarchia o Repubblica) e per l’elezione dell’Assemblea Costituente, la partecipazione delle donne fu eccezionale. Superò l’89%.
Per la prima volta, le donne italiane guardarono negli occhi le istituzioni. Ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente. Le “Madri Costituenti” contribuirono a scrivere gli articoli fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall’Articolo 3, che garantisce l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso.
Il significato del voto oggi: una conquista da custodire
Il percorso femminista per ottenere il diritto di voto non è stato solo una questione burocratica. È stato un gesto per riprendersi la propria dignità.
Oggi, come Le Rondini, ricordiamo questa storia non solo per onorare le donne che hanno lottato prima di noi. Vogliamo anche ricordare a tutti quanto sia importante il potere della nostra voce. Il diritto di voto fa funzionare la democrazia. Usarlo vuol dire continuare a far vivere i valori di parità, giustizia e libertà per cui le nostre madri e nonne hanno combattuto.
Le Rondini
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Alessandra Marini

