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02 · Diritti Assoluti

Diritti dei minori: ascoltare, prima di proteggere

Spesso ai bambini diciamo cosa devono fare. Più di rado ci fermiamo a chiedere come stanno davvero.

25 marzo 20261 min di lettura

I bambini hanno diritti.

Non perché lo dice una legge, ma perché sono persone, prima ancora di essere figli, alunni, fratelli o nipoti. Hanno diritto a essere ascoltati. Hanno diritto a non essere strumentalizzati nei conflitti degli adulti. Hanno diritto a una scuola che non li mortifichi. Hanno diritto a giocare, a sbagliare, a dire di no.

Eppure, nella vita di tutti i giorni, capita spesso che gli adulti dimentichino questa cosa semplice: un bambino non è un adulto in miniatura. Ma non è neanche un essere senza opinioni, sentimenti, capacità di capire. Quando lo trattiamo solo come un “piccolo da gestire”, gli togliamo qualcosa di importante.

Proteggere un bambino non significa decidere tutto al suo posto. Significa creare uno spazio in cui possa parlare, sbagliare, esprimere paura senza essere ridicolizzato. Significa accorgersi quando in classe c’è qualcuno che si sente escluso. Significa intervenire quando un compagno fa il bullo, senza minimizzare. Significa credere a un bambino che racconta qualcosa di scomodo.

Le Rondini ETS pensa che la tutela dei minori cominci proprio da qui. Non dai grandi proclami, ma dall’ascolto quotidiano. Dalla disponibilità degli adulti a guardare un bambino negli occhi e prendersi davvero cinque minuti per lui.

Un bambino ascoltato cresce sapendo che la sua voce conta. Un bambino non ascoltato impara a tacere, anche da grande, anche quando dovrebbe parlare.

La differenza, spesso, la facciamo noi. Senza fare niente di speciale. Solo essendoci, davvero.

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